Hate To Choose One

Asociale.Me


Le bianche pagine del mio diario si aspettano che io scriva qualcosa, ma non so bene come distribuire l’inchiostro su quel colore immacolato. Nasconde attimi perduti.
Non sto vivendo grandi turbe emotive, di quelle che mi incollano la biro alla mano e scrivo, scrivo sempre le stesse cose. Sono in standby. E solo ieri ho sentito il muscolo dell’Amore sobbalzare quando la delicatezza di qualcuno mi ha mostrato le foto di A. che sbaciucchia allegramente la sua morosa. Ma è stato un attimo e mi sono concentrata più sul fatto che fosse stata stronza lei a mostrarmi la foto che il contenuto di quell’immagine sbiadita, che faceva tanto film. Anche perchè ieri avevo da pensare a me in mezzo a persone viste troppe volte e con le quali non ho praticamente mai parlato. Che ho un talento naturale a stare zitta e, perchè no, a fare l’asociale. Ma se non ho nulla da dire cosa devo parlare a fare?
Detto questo se potessi mi ucciderei di Musica ma non ho ancora bene capito come fare, quindi nel frattempo mi limito ad ascoltarla e diciamocelo: me la Mangio. Per davvero.

PS: sta cosa che nessuno si accorge che non sono un utente non mi va giù. Si vedrà che ho più di 18 anni? No?

L. che a tutti sembra una minorenne.

“La chiave della felicità è la disobbedienza in se 
A quello che non c’è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto 
Il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco 
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia 
Quello che non c’è “

“Fottendosi da se, fottendomi da me.”

 (Afterhours – Quello che non c’è)

Età.


Oggi una delle ragazze della comunità dove “lavoro” mi ha detto che non si sente più a suo agio con le donzelle della sua età, perchè sono “piccole”. Lei è cresciuta all’improvviso e non ha tempo per le battute a doppio senso e per civettare come ogni altra ragazzina ebbra di ormoni. 
La capisco. Io non ho mai avuto modo di sentirmi della mia età, mi sono sempre imposta e sentita dire che sono “matura”. 
Sarà che ho una voglia matta di fare le cazzate che si fanno a vent’anni ma le vivo sotto un’altra ottica e non mi spingo mai fino in fondo, perchè sono un po’ “Vecchia”. Non mi trovo mai davvero bene con le persone spensierate di vent’anni, che sto bene con chi ha almeno dieci anni più di me, e ha altre domande per la testa. 
Ma nella mia “maturità” ho sempre scelto i vestiti da indossare.
Vorrei riuscire a trasmetterle questo. La capacità di essere ventenne e allo stesso tempo averne trenta. Avere una consapevolezza diversa dai miei coetanei. E provare ad essere come loro senza rinunciare al MIO stato mentale. 

Lattante, bambino, preadolescente, adolescente —– adulto, vecchio.
L’uomo si è dimenticato di dare un nome alla fase più cazzuta della vita.

“Please, say the right words or cry like the stone white clown, and stand forever in a happy crowd.” (The cure – Faith)

L.

Chitarra-mente me.


Oggi: DOMENICA 19 MAGGIO 2013 dopo tipo un secolo ho tirato fuori la chitarra, impolverata com’era più che una strimpellata in solitaria era una jam session di acari e accordi sparati a caso. Mi sono messa a suonare e mi sono sentita capace, fino a quando ho tirato fuori il librone con le tabs dei guns.. Sono meno demoralizzata del solito. E prima o poi (QUI LO DICO) suonerò come Slash…
magari riuscirò ad essere un po’ più costante con queste sei corde e i calli sulle dita saranno reali. Sarà la volta buona?

Invece che rompere con le solite lamentele vi racconto la mia non-costanza. Sono più di dieci anni che faccio finta di suonare la chitarra! La tiro fuori, la uso un pochino e poi torna là a guardarmi e ricordarmi che non ho la dote naturale per la musica.
Spero sempre di imparare prima o poi.

L.

Jupiter Crash.


Alcuni bambini usano gli occhiali da sole, si chiudono nell’armadio oppure mangiano la terra.

Io da sempre quando voglio sparire metto le cuffie, e respiro a fondo per non piangere. Non voglio mai piangere, sarà per questo che quando bevo è la prima cosa che faccio..

Principalmente ascolto a palla la musica del momento, ma oggi non ho nessuna voglia di capire troppo bene quello che hanno da dire gli altri, che non me ne frega nulla degli altri. Oggi sono EGOISTA. Oggi ho voglia di incazzarmi con Dio. Perché è l’unico Nemico di cui mi posso fidare a cui posso dare colpe che non so a chi altro dare e che non voglio aggiungere alle altre che porto nel petto. Perché in fondo il mio Amore univoco è il minore dei Demoni contro cui lotto, è proprio miserrimo rispetto allo schifo che mi circonda, alle catene che mi stringono le caviglie. E questa società rende possibile la non riuscita dei miei piani, che veramente sembra più facile morire e forse è l’unica cosa che ci concedono scegliere.

Io se potessi andrei via. Via da questi muri, da questa famiglia. Sono stanca di sbagliare, di sentirmi buona a nulla. Impossibilitata a fare tutto.

Non voglio più avere a che fare con i Cuori Stitici. Con le persone che hanno interesse solo nel raccontarmi la loro vita piena di ogni cosa eppure hanno da rompere il cazzo per ogni stronzata. Che si sentono sfortunati perché si sono presi una cotta per il capo, oppure perché non sanno con cosa abbinare le scarpe nuove.

La mia unica strategia per sopravvivere sarà chiudere il rapporto. Come faccio quando “lavoro” chiedo scusa: PRESTO SERVIZIO coi ragazzini: mi rompi le palle perché non vuoi fare i compiti? Cazzi tuoi, ma con me ora finché non cambi atteggiamento nemmeno ci parli. Non sono la babysitter di nessuno. E il letto puoi lasciarlo anche sfatto, non ho un ruolo e non lo voglio più. Io il mio non lo faccio quasi mai. 

L.

Delirio Alcolico.


Sono innamorata del fratello di una mia amica (?). A. E’ un sentimento nato lentamente, e prima che potessi rendermene conto si era insidiato in ogni fibra del mio corpo, della mia Anima. Se ci penso non so nemmeno cosa di lui mi piaccia tanto. E’ una persona meravigliosa, questo è sicuro, ed è anche molto affascinante. Ma ha qualcosa che mi Attrae di più. Attrazione. E’ troppo piccola e futile questa parola. Durante il Concerto della mia vita hai strappato quella promessa tanto temuta. Ti Amo. Si, ma ve lo avevo già detto.
Il problema sta nel doversi staccare da questa persona perché non posso tenere tutto dentro, evitarti, aspettare che mi passi e mandare a puttane lo sforzo di cinque mesi solo per una birra di troppo. E se te ne fossi stato per i fatti tuoi, forse non avrei mai voluto piangere e strapparmi il cuore dal petto per lasciare che lo torturassero ancora.

Flashback: io in stato del tutto confusionale che mi copro gli occhi perché non voglio vederti, perché mi fai venire da piangere.

E non serve che qualcun altro mi dica che non fai per me, e che faccia la lista dei tuoi difetti, che non ho possibilità, Speranza. Non serve ad un emerito cazzo, perché io già le so queste cose. E so anche che Amore è bello. Ed è bello che io voglia che Lui sia felice. Ma fa stare me, perché non rientro nella sfera. Allora devo avere le palle grosse come l’universo e distaccarmi totalmente, perché  IO non sono abbastanza forte da “vivere bene standogli vicina“. Che consigli di merda. Sono abbastanza autolesionista da me. No grazie, non ho voglia di mortificarmi, di mendicare il suo amore, una sua attenzione, metterebbe in imbarazzo me e anche lui.
Tutto questo succedeva anche per..
No, non avete proprio idea di cosa stia succedendo dentro me da un tempo ormai indefinito. Immagini si ripresentano prepotentemente mentre vivo, mentre dormo. Il tuo nome mi scappa sempre. Che io lo urli o lo sussurri.
E mentre mi spacco il cuore, l’Anima, mentre mi reprimo e spero di soffocare tutto questo Caos, la vita mi propone una nuova (si fa per dire) alternativa di pensiero. Perché io Ti Amo fino a vomitarlo questo sentimento e tu nemmeno ti accorgi di questo Deliro Alcolico.
Ma ora ho da pensare a cose serie. A pulire casa, occuparmi dei miei cani, tenere tutti i pezzi di famiglia incollati. Riprendere a farmi in quattro per stare dentro a tutti questi Doveri che mi piovono addosso freddi e pesanti. Grandinano su di me le solite responsabilità, i sensi di colpa per non aver fatto abbastanza, la sensazione di impotenza e di Morte.
Sarebbe facile lasciarsi mangiare da Dio. Lasciare tutto in balia di se stesso e non dover rinunciare alla propria vocazione. Ai propri desideri di respirare aria pulita.

E non mi va di dire che sto bene quando esplode tutto insieme. Quando ancora faccio fatica ad accettare la mia inadeguatezza.

E’ colpa mia. Da sempre.

Mi basterà far finta di niente per un sacco di tempo. E voi di nuovo vi illuderete che è passato. Potrei essere abbastanza capace da far passare anche voi. E quello sarebbe il grande Passo. Lo step Finale. Nascondermi, per finta, dietro a tutti i Mali che vivo, e nei quali tu non compari, se non sottocoperta. Ma che ne sanno loro?
Credo che la morale di tutto questo stia nel dover smettere di frequentarvi(ti), allontanarmi dagli alcolici, e pensare alla mia vita come se come unica missione avesse quella di occuparmi di chi mi ha dato la vita, e di chi abita questa casa. Del resto per ora posso anche dimenticarMi. Mi assaggerò voracemente durante i concerti che riuscirò a Vivere.
“Grazie e Scusa.” Sorrido. La serata è passata lo stesso. Il fuoco ha riscaldato l’anima e le stelle hanno rattoppato alla meno peggio la voragine nella pancia.

“And turning on his heel
He left a trace of bubbles
Bleeding in his stead

And in her head
A picture of a boy who left her
Lonely in the rain.” 

Solo io posso superare questo.
L.

Per sentirmi meno sola.


“But I still believe though these cracks you’ll see,
When I’m on my knees I’ll still believe,
And when I’ve hit the ground, neither lost nor found,
If you believe in me I’ll still believe.”  (Holland Road)

Ricordo che ieri sera ho usato il termine “masochismo” per definire il rapporto che ho con alcune persone. E non so se lo ho detto ad alta voce o se lo ho solo pronunciato fra me e me prima di addormentarmi. Si tratta proprio di masochismo e questa forza di crederci è autodistruttiva.

“from your corner you rose to cut me down.”

Mi mortificano. Mi fanno sentire inadeguata.

Aspetterò il 4 e il 5 maggio e poi davvero dovrò dare senso alle promesse fatte contro il finestrino dell’auto.
Diventare definitivamente autonoma. E sentirmi meno Sola.

L.

Taglio i ponti con chi non mi valorizza più.

Siamese Twins.


“Mi sento bloccata di fronte a questa domanda, sono giorni che penso a cosa risponderti.. potrei raccontarti gli ultimi due anni della mia vita e collegare ad ogni istante il Tuo disco, che ormai è diventato così intimo per me da considerarlo un po’ anche mio.

Io non capisco niente di musica G, ma la amo alla follia. E quando è così Vera la Sento lacerare la pelle ed entrare con prepotenza nelle vene: do un reale senso al significato del verbo Amare. Mi sento spogliata di ogni maschera ed implodo con la potenza del suono.

 

Sai, è fottutamente imbarazzante sapere che a scatenare in me tutta questa Passione sia stato un essere umano. Come me. 

Sono un eccesso. Troppo, troppo poco. 

Cantando la tua vita hai reso la mia meno Sola, mi hai fatto compagnia quando ho trovato e perso degli Amici, nelle notti insonni durante le quali chiudevo le ferite di guerra con lo scotch, durante il funerale di un sentimento mai nato, nella difficile scelta di dare una risposta al futuro avido che è già presente e mi lascia ferma a chiedermi cosa farò, a desiderare anche un fallimento per avvertire il senso di movimento. Hai tradotto le mie emozioni in musica, e lo hai fatto in un modo così diretto da farmi paralizzare.

Ho bisogno di stabilità e cerco di concretizzare le mie sensazioni tramite le immagini, così quando alzo lo sguardo alla parete piena di quadri mi sento in pace per un secondo e raccolgo le forze per riprendere a collezionare attimi infiniti di vita.”

Direi che è quasi un vizio il mio. Si sa questo mondo virtuale mi tiene sull’orlo del burrone, e io mi sporgo ogni volta per vedere quanto sia profondo. Come l’Orrido, l’acqua che cade senza freni, io che lancio di tutto pur di capire quanto sia profondo. Ma tiro ciocchi di legno e altre cose biodegradabili che galleggiano.

Sono una Maschera senza trucchi. Incapace di dire veramente quello che sento e spesso banalizzo troppo i concetti. E’ un limite o una possibilità?
Non lo so ancora.

L.

Scardinare i pensieri.


Indosso i vestiti da blogger (il pigiama in realtà) e mi rimetto davanti alla tastiera bianca di questo piccolo notebook senza fessura per i CD, e non mi va giù questa storia..

Oggi in veste di “Quella che ti ascolta” ho saputo stupire me stessa: in primis per non aver inventato nessuna parola, e per aver avuto una conversazione telefonica lunga due ore, con i verbi tutti giusti e la forza di una Guerriera.
Ho capito che la Vita ci pone sempre di fronte a persone che non hanno nessuna voglia di sbattersi per creare una qualsiasi cosa. E mi sembra così futile doversi concentrare per colmare le mancanze di questa gente ormai alla deriva, quando ci siamo noi stessi. E siamo in balia delle onde. Che abbiamo solo bisogno di una cazzo di dose di puro Egoismo e portarci in salvo. Pensare a Noi, farsi delle domande e darsi delle risposte. Chiedersi quanto vale sprecare un mucchio di energie per raccogliere e collezionare lamentele invece di capire quanto sia facile iniziare ad incollare i pezzi e dar vita ad Ogni Cosa. Mettere su un bel disco, prendere la matita e disegnare. Era un sacco di tempo che non lo facevo.. Era un sacco di tempo che mi cullavo nel tempo. Che dormivo male e non capivo perchè. Ci sono volute le emozioni di un concerto, l’assaggio di una vita che non fosse la mia, l’impatto con un viaggio in solitudine. 
Scardinare i pensieri. Capire di non avere assolutamente nessuna certezza e l’unica cosa che si DEVE è morire..un giorno però..!! 

Ma fino a quel giorno devo disegnare ombre e luci, suonare delle note che non si schiantino un po’ ovunque ma che arrivino dritte in pancia. Incendiare il cuore.
Mi chiedo a cosa sia dovuta questa esplosione di emozioni, a perchè non ci avessi mai pensato prima. In fondo ho colto al volo due occasioni che mi sono state lanciate ma non ho mai davvero approfondito la loro opportunità di realizzarsi, di diventare Routine. Sono troppo astratta per questa staticità. Sono troppo alienata per questo bombardamento di relazioni. E’ esplosa la bomba.

“Sei così positiva anche quando mi dici che non stai bene!”
Tutta apparenza, vivo battaglie infinite. Mi innamoro delle fotografie e mi perdo nell’illusione di diventare il suono di una chitarra. Suonata come si deve, intendo.

Fondamentalmente in questi giorni mi sono ritrovata a chiedere a me stessa se stessi facendo bene, se queste sfide le stia cogliendo e vincendo. Mi chiedo se saprò adempiere al mio Compito. Vorrei un ritorno, una consapevolezza più grande. Forse dovrei solo legarmi la chioma e chiedere.
Avrei voglia di evadere per un po’, ma che sembri per sempre, avrei voglia di vivere il mio esilio. Spegnere la lampadina che illumina la scritta “Matura-Adulta” per qualche minuto e farmi cullare per non vomitare.
Sono, in questo momento, la persona più vulnerabile che si possa incontrare, spogliata di ogni certezza e di ogni appoggio. Sono io. Inerme in mezzo alla tempesta. Anche se in cielo splende il sole e la pelle bianca ha già voglia di mangiarsi tutti i raggi.
Sono confusa. Indecisa.
Cosa ho intenzione di fare con la mia Vita?

Può essere che forse deve solo venirmi il ciclo.
L.

2012 in review.


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 2.100 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 4 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Mi Mancherai.


Amare qualcuno vuol davvero dire sperare che l’altro stia bene. Anche se non si fa parte di quella felicità.
Vi giuro che fa un male cane perché l’Amore per forza comprende il desiderio di possesso. Ma sai A. sono davvero felice per te. Spero che tutto prenda una piega migliore ora.

Da oggi mi licenzio dal mio essere innamorata di te. Da oggi mi voglio sentire libera dal possesso.
E’ ovvio che piangerò ancora ma lo sapevo. Lo so da sempre.
Non ti cercherò più nelle altre persone.
La disintossicazione è avviata definitivamente.

Ricorderò sempre la persona che sono quando siamo nello stesso luogo.
Addio.

“And there will come a time, you’ll see, with no more tears.
And love will not break your heart, but dismiss your fears.”

L.

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